Riflessioni sulla calma

– 7a settimana –

Riflettevo: dovrei forse prendermela con più calma?

La gravidanza ti impone, soprattutto se incominci a lavorare molto presto la mattina ma grazie alla presenza ancora impercettibile dell’inquilino ti senti uno straccio dopo soltanto due ore, di riconsiderare non solo cosa fai ma anche come lo fai. Da piccola ero bugia-nen, come si dice a Torino, da adolescente abbastanza pigra, da giovane adulta ho passato il tempo a studiare (soprattutto), per cui non vivevo certo nella frenesia. E poi, verso i 30 anni, tutto è cambiato: giornate al cardiopalma, corse a destra e a manca, l’abitudine di fare tre, quattro cose insieme. Adesso che lavoro molte meno ore, sono vicina a casa, non ho più un carico di stress e di impegni eccessivo come quando ero in Italia, però, non riesco a rilassarmi. Continuo a lavarmi i denti mentre stendo i panni, a dormire mentre controllo le notizie dal mondo, a bagnare le piante mentre leggo un libro.

Ecco: la gravidanza è l’occasione per impormi la calma, per fare una cosa per volta, per dimenticare il multitasking, che altro non è se non un fai-troppe-cose-e-spesso-tutte-male (come spesso mi rimprovera il pomposamente detto padre del bambino).

Sono certa di essere sulla buona strada: oggi ho cucinato senza un romanzo in mano e mi sono poi sdraiata a riposare imponendomi di non prendere in mano né un giornale né un telefono. Brava, eh?

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