Riflessioni sulla calma

– 7a settimana –

Riflettevo: dovrei forse prendermela con più calma?

La gravidanza ti impone, soprattutto se incominci a lavorare molto presto la mattina ma grazie alla presenza ancora impercettibile dell’inquilino ti senti uno straccio dopo soltanto due ore, di riconsiderare non solo cosa fai ma anche come lo fai. Da piccola ero bugia-nen, come si dice a Torino, da adolescente abbastanza pigra, da giovane adulta ho passato il tempo a studiare (soprattutto), per cui non vivevo certo nella frenesia. E poi, verso i 30 anni, tutto è cambiato: giornate al cardiopalma, corse a destra e a manca, l’abitudine di fare tre, quattro cose insieme. Adesso che lavoro molte meno ore, sono vicina a casa, non ho più un carico di stress e di impegni eccessivo come quando ero in Italia, però, non riesco a rilassarmi. Continuo a lavarmi i denti mentre stendo i panni, a dormire mentre controllo le notizie dal mondo, a bagnare le piante mentre leggo un libro.

Ecco: la gravidanza è l’occasione per impormi la calma, per fare una cosa per volta, per dimenticare il multitasking, che altro non è se non un fai-troppe-cose-e-spesso-tutte-male (come spesso mi rimprovera il pomposamente detto padre del bambino).

Sono certa di essere sulla buona strada: oggi ho cucinato senza un romanzo in mano e mi sono poi sdraiata a riposare imponendomi di non prendere in mano né un giornale né un telefono. Brava, eh?

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La comunicazione ufficiale

– 6a settimana –

Il mio fidanzato rovina ogni sorpresa. Sarà che è un ingegnere. Sarà che ha fatto voto di non stupirsi mai di niente, ma è possibile che già lo sapesse???

Tornato dopo due settimane all’estero (è giovedì), non gli dico niente. Resisto anche venerdì, tutto il giorno. Sudo freddo ma ce la faccio. Sabato sera decidiamo di andare al cinema. Film: Hotel Transilvania 2. Senza fare troppo spoiler: i due protagonisti (Mavis la vampira e Johnny l’umano) hanno un bambino, Dennis, che non si saprà fino all’ultimo se è anche lui un vampiro o no. Quale migliore occasione per dirlo? Appunto, glielo ho detto. Risposta? Lo sapevo già. Ci penso: non ho lasciato in giro nulla di compromettente, la pancia non si vede certo (siamo alla 6° settimana), non vomito. Come fa? Semplice: non mi ha visto fumare! Ecco, lo sapevo che dovevo continuare!